Le tre storie d’amore più belle della Letteratura (per me)

Mi piace pensare che la Letteratura abbia enfatizzato su tante storie d’amore nel senso più tradizionale del termine, con quella visione fiabesca che regala un lieto fine.

In questo articolo, però, non voglio parlarvi di principi e principesse, ma di storie che possono essere rappresentative della realtà. Di quello che effettivamente accade nella vita delle persone. Di quegli amori che non sempre hanno il lieto fine ma questo non vuol dire che non durino per sempre.

La prima che vi propongo è la storia di Paolo e Francesca. Li incontriamo nella Divina Commedia nella cantica dell’Inferno, specificatamente nel V canto dedicato ai Lussuriosi.

Sono due personaggi che mi piacciono moltissimo per diverse ragioni: prima tra tutte il fatto che si siano innamorati leggendo. “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse… Quel giorno più non vi leggemmo avante” . Il pensiero che la lettura possa essere motivo di unione e superamento di barriere convenzionali mi affascina, perché lo ritengo assolutamente veritiero.

E poi, sicuramente c’è da considerare il fatto che sia ispirata a personaggi realmente esistiti, la città di Gradara brulica infatti di riferimenti alla loro storia. Questo lo approfondirò più avanti.

Per finire un altro motivo che mi porta a enfatizzare questa unione è che quello di Paolo e Francesca sembra un amore interrotto ma a cui Dante, in un modo o nell’altro, riesce a donare eternità. Infatti sono le uniche anime che lo commuovono e noi ci commuoviamo insieme a lui.

La seconda storia d’amore che voglio proporvi è quella di Madame Bovary, personaggio strano e controverso che vive una vita dissoluta perché sembra che le manchi sempre qualcosa o qualcuno. Emma è l’esempio che l’amore per sé stessi debba necessariamente superare ogni altro amore, se non c’è quello si può finire in un turbinio di storie senza senso che ci portano all’autodistruzione.

Dulcis in fundo, ma non per importanza, la terza storia d’amore è quella tra Severus Piton e Lily in Harry Potter.

Nel trentatreesimo capitolo de “I doni della morte”, intitolato, “La storia del principe” Harry osserva nel Pensatoio i ricordi di Piton e scopre tutta la verità sul suo passato e sul suo imminente futuro.

È proprio in questo capitolo che si trova la celebre frase “Dopo tutto questo tempo?” “Sempre”, diventata un vero e proprio motto per noi fan della saga.

In una sola parola “Always” che noi traduciamo “sempre” ma potrebbe essere anche “ogni volta” o “per tutte le vie” – questo è il problema dell’intraducibilità delle lingue – si dispiegano tutti i veri sentimenti che il personaggio nutre e che provava, a insaputa del lettore, sin dall’inizio di tutta la storia che ci ha accompagnati per anni.

Spero vivamente che queste storie d’amore possano regalarti un po’ di speranza, perché saper provare amore è un dono meraviglioso a prescindere dal feedback che la controparte possa dare. Amare qualcuno ci rende persone speciali, vincenti, memorabili. Perché essere capaci di amare in questo mondo colmo di cattiveria e ostilità è l’unico modo per salvarci davvero.

Pubblicato da Caffè Letterario di Effe

Prof. e Content Creatore su Instagram, TikTok e YouTube. Mi piace parlare di ciò che ho studiato e dei libri che ho letto e continuo a leggere. Ho creato un gruppo di lettura e ogni mese scegliamo un libro da leggere insieme.

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